Pensieri Spettinati

Era un mondo adulto. Si sbagliava da professionisti.

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giovedì, 29 giugno 2006

" a la faccia li ' rinvidiusi "

Domani mattina sveglia alle sette e mezza?

Esami? Studio? Andare a pagare l' ICI?

No! Nulla di tutto questo.

Domani si parte per una tre giorni di mare, sole, profumi della campagna e piscina!!!

S. Vito Lo Capo, Casa dolce Casa, Rifugio Prediletto.

Da domani mi coccolerai come fai da sempre.

Si può amare una casa? Si può conoscere ogni sasso del proprio terreno? Sapere la forma di ogni singolo albero di limone?

Ed i profumi. Quanto sono pacifici. Quanto sono familiari. Quanto sono miei.

Ricordo da piccolo mio Nonno che scorticava la buccia del limone e mi diceva: " annusa, questo è il profumo della nostra terra ". Mio dio, è vero. Questo è il profumo di casa mia e della Sicilia.

Altro albero, altro ricordo.

Da piccolo piangevo sempre perchè stavo male. Vomitavo tutto quello che mangiavo, poi si scoprì che tutto era dovuto al primo dentino...comunque...piangevo. E l'unico modo per farmi stare zitto era posizionare il mio passeggino sotto le fronde dell'ulivo. Quello davanti l'ingresso.

Ed io stavo lì, a guardare le braccia di legno di questo gigante che si muovevano insieme al vento.

Ogni volta che apro il cancello vado dal mio albero-balia e lo accarezzo. Mi piace sentire il ruvido della corteccia e la forza di chi mi ha protetto da bambino.

E che dire del pezzetto di terra coltivato con le fragole?

Quanto ero bravo a raccoglierle. I miei piedini dribblavano le piantine senza rovinare neanche una foglia. Poi mi chinavo, davo un'occhiata e trovato il puntino rosso sollevavo la foglia, giravo un pochino la fragolina e...che buone le fragole appena raccolte.

Ero una specie di selvaggio. Non avevo vestiti o scarpe mentre raccoglievo le mie perle rosse. Sapevo a malapena dire " buone ".

Poi potrei parlare delle pannocchie, ma non vorrei sembrare l'uomo del monte...

In ogni caso domani vacanza ( anche se porterò i libri ).

Domani serenità e sapore di sale sulla pelle. I capelli bagnati fin davanti gli occhi ( e poi si asciugano e diventano ancora più ricci del normale per via del sale ).

E dopo aver mangiato la caponata fatta in casa, andare in giardino per rubare qualche susina ( anche dall'albero del vicino che ha quelle rosse ).

Ci voleva!

Dedico questi giorni a me e a tutte le persone che aspettano ancora un pizzico di vacanza dopo un annus terribilis!

Ah dimenticavo, tutto questo ovviamente, alla faccia degli invidiosi!!!

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 00:52 | link | commenti (2)
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mercoledì, 28 giugno 2006

Nostalgias

Carlos Gardel. Nostalgias.

Ed il pensiero non trova che il bianco e nero.

Pensieri tanto lontani che mancano i colori.

Non più un sorriso sul tuo viso, un sorriso sincero.

Ma che cosa ti è successo?

Carlos Gardel. Volver.

E penso a quello che provavo abbracciandoti.

Non riesco più ad amarti. A volte non ti sopporto.

Ero bambino e tu eri già grande. Ora sono grande e tu sei come una bambina.

Ma che cosa ti è successo?

Edith Piaf. La vie en rose.

Mi mangiavi le dita e mi sparavi nel pancino.

Mi davi i baci che fanno rumore sulle guancie.

E mi passavi il pane per fare la zuppetta nell'olio dell'insalata di pomodoro.

Ma che cosa ti è successo?

Rococo Quartet. Scent of a woman tango.

Ed ora non capisco chi sei. Se pensi davvero quello che dici.

Come ti vorrei come prima.

Dovevi essere una guida per me, invece ti sei sgretolata.

Ti hanno sgretolata le persone, la malattia e le tue infantili convinzioni.

Ecco cosa ti è successo.

Chopin. Nocturne for violin e piano.

Ma anche se non sono come tu mi vuoi.

Anche se non sei più come ti volevo.

Io piango come un bambino se ti penso.

Se penso a te piango, Nonnina mia

 

 

 

 

 

 

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 21:24 | link | commenti (3)
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martedì, 27 giugno 2006

Le forme delle sbarre

Giorni di caldo.

Giorni di finestre chiuse per non far fuggire l'aria condizionata.

Seduto a tentare di studiare. Ma più mi applico, più la mia mente mi porta altrove.

Voglio studiare ed ho stupidamente paura di non riuscire a passare la materia. Paura che deriva dal fatto che collego gli esami alla qualità del mio futuro. Sono prorio un "cazzone avariato" ( prendendo in prestito la definizione che si da Hugh Grant in Notting Hill ), guardando le migliaglia di centodieci e lode che bighellonano in cerca di un lavoro.

Eppure sto ancora seduto lì.

Ed invece di ascoltare musica, uscire finalmente con lei e non con una delle tante, usare i soldi che conservo da sempre per comprare la moto che adoro, dire di nuovo quello che penso, invece di fare tutto questo... sto seduto lì.

Allora mi viene da pensare che la mia non è diligenza nello studio, parsimonia od educazione.

La mia è una gabbia. E rabbia ancora più grande, una gabbia alla cui costruzione ho pesantemente contribuito.

Sono proprio un cazzone avariato.

Vorrei tornare ad essere quello dei tempi del liceo. Anarchico.

Libero anche se non avevo l'auto, con cui adesso al massimo vado in giro per la Sicilia.

Libero come le band al loro primo disco, quello del successo. Senza case discografiche.

Senza papponi.

Senza sanguisughe.

Senza professori.

Senza schemi mentali.

Senza sensi di colpa.

Unica regola di quel ragazzo del liceo: rispetta chi ti ama, distruggi chi ti odia.

Abbracciare lei raccontando storie inventate sul momento per farla addormentare. Devastare la portieneria a colpi di uova ( eravamo in due: 32 uova in dieci secondi...prestazioni da commando br!!!! ) a quel bastardo del portinaio che ci buttava l'acqua addosso ad ogni ricreazione. Vaffanculo stronzo sono stato io!!!

Non sono più quello lì.

Forse al posto delle uova un giorno dovrò usare gli articoli di legge. Quelli che adesso mi tengono incollato alla sedia.

Oppure sarò un disoccupato o il tirocinante del grande avvocato, quello che porta i caffè.

E vorrà dire che avrò buttato le mie giornate, il mio tempo, la mia vita.

Vuol dire che mi avranno chiuso in gabbia.

Vuol dire che non mi sarò accorto della forma delle sbarre che mi stavano chiudendo attorno.

Diventare grandi è davvero difficile.

Non è solo lo studio. Sono le responsabilità ( anche piacevoli ) che dobbiamo imparare a gestire.

Far capire ad un bambino di dodici anni perchè " i buoni " non vincono quasi mai e rispondere a domande del genere " cosa sono i pedofili? ".

E tu non sai rispondere, perchè non lo capisci neanche tu.

Oppure quando una donna di sessantacinque anni con figli e nipoti e soldi, piange e piange e ha voglia di morire perchè la malattia se la sta mangiando poco per volta senza sosta e ti dice solo: " che senso ha la vita? "

E tu non sai rispondere, perchè sei troppo umano per capire questo destino infame. Eppure devi rispondere, perchè lei ha praticamente solo te.

Diventare grandi è difficile.

Non farsi ingabbiare è difficile.

Ma un rimedio c'è.

Sembra facile e banale. Ma secondo me è lì il segreto.

Riuscire ad ascoltare fino in fondo se stessi

Seguendo le proprie emozioni, le proprie passioni avremo sempre una riserva di attrezzi giusti per scardinare qualunque cella. Per segare qualsiasi sbarra.

Qualunque sia la sua forma

 

 

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 21:11 | link | commenti (6)
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sabato, 24 giugno 2006

300!

-ANSA- :

Palermo, 24 giugno 2006

- Grandissima soddisfazione espressa dal signor S. F. dopo aver appreso che più di 300 persone hanno avuto voglia di ascoltare quanto aveva da dire. A chi gli faceva notare che ci sono blog visitati da più di cinquantamila persone ha risposto: "vi sono stati dei brogli nel conteggio!"

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 14:29 | link | commenti (4)
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venerdì, 23 giugno 2006

Poche Ma Buone

"L'ho già detto pubblicamente, e non ho mai avuto dubbi:                                                                                      andrò a votare al referendum, perché sono un cittadino italiano.                                                                                 E voterò "no", per difendere la nostra Costituzione, che è bella, è viva e più attuale che mai".

Carlo Azeglio Ciampi  23 giugno 2006

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 23:38 | link | commenti (1)
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Signora mia

Dedicarti ogni canzone.

Poterti guardare. Sfiorarti. Sentire finalmente il tuo profumo.

Ballare i lenti nel salone delle feste.

Stare al mare fino al tramonto.

Vederti fare colazione sul letto, appena sveglia.

Parlarti senza avere paura del resto delle persone attorno...

...sarà mai possibile?

Realizzare per una volta il sogno. Il mio sogno.

Un amore da film. Un amore che forse può vivere solo nella cellulosa.

L'amore di un ragazzo per una donna.

Una donna di vent'anni più grande.

Non è possibile e forse non è neanche normale.

Eppure non riesco più a non pensare a te. E non mi importa se tu mi conosci da quando ero bambino.

Perchè io ti guardo con occhi diversi. Ed anche tu.

Perchè mi accorgo che cerchi la mia attenzione quando ci incontriamo. E vedo anche che hai capito che non sono più un semplice bambino.

Sento che per te non è tutto indifferente. E capisco che nulla si dice a caso.

E tu mi chiami per nome, ed anch'io lo faccio. Anche se non ci siamo mai presentati.

E mi dici che la tua giornata è stupenda adesso che mi hai visto.

Ed io impazzisco. E spero...

Ma poi smetto di sognare e torno con i piedi per terra.

E vedo la faccia di tuo marito. Tu lo ami? Credo di sì.

Ed in ogni caso non cambierebbe nulla. Tu sei sua. Perchè è questa la verità, sei sua.

E' profondamente ingiusto...ma sei sua.

Vorrei poterti avere qualche volta per me. Perchè devi essere solo sua?

Vivere dei momenti. Essere il tuo amante ed il tuo confidente.

Fino a diventare il tuo più grande amore. Quello che non si dimentica. Quello per cui si vive.

Signora mia quante volte ti ho sognata...

Se solo tu sapessi quello che provo forse qualcosa...

Non so.

Ma dopo quello che è successo oggi, ho deciso...

...farò qualcosa...e forse lo sai anche tu...

Intanto, come amanti di altri tempi, rimandiamo tutto al prossimo sguardo

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 22:45 | link | commenti (4)
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giovedì, 22 giugno 2006

True Love Waits

 
 
I'll drown my beliefs
To have you be in peace
I'll dress like Ulixe
To wash your swollen feet
 
Just don't leave
Don't leave
 
I'm not living
I'm just killing time
Your tiny hands
Your crazy kiss and smile
 
Just don't leave
Don't leave
 
And true love waits
In haunted attics
And true love wins
On lollipops and crisps
 
Just lonely, lonely
postato da: SiMoNeZ84 alle ore 00:43 | link | commenti (2)
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Poche Ma Buone

" un uomo sulla luna non sarà mai interessante quanto una donna sotto il sole "
postato da: SiMoNeZ84 alle ore 00:40 | link | commenti
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lunedì, 19 giugno 2006

Poche Ma Buone

"Faccia chi può
prima che il tempo muta;
perché ogni cosa non fatta
è perduta."


postato da: SiMoNeZ84 alle ore 18:06 | link | commenti
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domenica, 18 giugno 2006

Cara amica ti scrivo

Amica mia che dire?

Vale davvero la pena incatenare qualcuno che si ama? Vale la pena tentare di cambiare le persone? Per che cosa poi? Sarebbero nostri cloni o peggio, schiavi.

Non è giusto. E secondo me sarebbe anche inutile.

Non ci sarebbe mai sincerità ( parlo anche da ex schiavo ).

Invece la soluzione è un'altra. Lasciar fare all'amore.

L'amore trova la strada da solo. Non ha bisogno del nostro aiuto. Delle nostre alchimie.

Siamo tutti alla ricerca dell'amore, ma sbagliamo. L'amore non è da cercare.

L'amore deve essere accolto quando decide di entrare nella nostra vita.

Quando si è innamorati non c'è bisogno di nessuna catena ed una persona sensibile come te non ha bisogno di sentirselo dire.

Per riempire quel piccolo vuoto che abbiamo dentro non serve la compagnia, il sole o la ricchezza.

Serve la magia, serve sentire vivere l'anima. Serve capire che il nostro corpo è il contenitore di qualcosa che ci rende unici.

Ed io non parlo di anima che vola via sotto forma di angioletto verso il paradiso. Parlo dell'anima più umana che c'è. Quella che si affaccia fra le nostre emozioni quando sentiamo un profumo a noi caro. O quando sentiamo le note di una canzone, quella canzone che ascoltava la nostra mamma quando ancora eravamo nel suo pancione.

L'emozione di un sogno che nessun alba cancellerà mai.

Poesia che si legge negli occhi di chi ci sta di fronte. Nelle sue labbra e nelle sue mani, poggiate sul tavolo del bar.

Magia che a volte è stupida. Anzi, non è stupida. E' innocente ed ingenua. Come quando si è bambini.

E tutto è semplice, chiaro.

Quando ci stupiremo per i nostri gesti così strani. Quando vedendo una certa persona il nostro cuore inizierà a battere. Quando ogni occasione sarà buona per sentire la voce di qualcuno. Quando i nostri occhi non cercheranno altro che una sua immagine. Quando cercheremo il suo profumo nel cuscino su cui si è poggiata. Quando torneremo a dormire non vedendo l'ora che sia domani.

Allora dovremo sorridere e respirare piano.

Per assaporare ogni attimo, persi uno nell'altro

 

postato da: SiMoNeZ84 alle ore 23:20 | link | commenti (3)
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