I believe in you and me
I'm coming to find you
If it takes me all night
Wrong until you make it
And I won't forget you
At least I'll try
And run, and run tonight
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
I was out shopping for a doll
To say the least, I thought I've seen them all
But then you took me by surprise
I'm dreaming bout those dreamy eyes
I never knew, I never knew
So take your suitcase, cause I don't mind
And baby doll, I meant it ever time
You don't need to compromise
I'm dreaming bout those dreamy eyes
I never knew, I never knew
But it's alright...
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
Dedicata a tutte le persone a cui voglio bene
Beati i poveri, perchè voleranno tra gli angeli del paradiso.
(tranquilli, anche i ricchi lo faranno, solo loro staranno a godersela qui giù per molto più tempo!)
"Inebriante ma non pornografico"
Mi aggiro fra gli scaffali. Non so da quanto.
Forse un'ora, forse qualche giorno.
Ho perso la cognizione del tempo.
Non è difficile che accada in questo posto.
La luce non ha fonte. Né tonalità.
E’ gelida ed immobile.
Fra uno scaffale ed un altro si aprono corridoi.
Di due tipi. Alcuni claustrofobicamente stretti ed altri simili a boulevar.
Ogni due corridoi stretti ce ne è uno grande.
Ci sono incroci perfetti.
Pavimenti di plastica grigia simil marmo.
Non oso alzare la testa, ho paura di vedere il soffitto.
Voglio sperare che non ci sia.
Che la sua mancanza sia per me possibile via d’uscita.
Cammino.
Non ho un carrello.
Però ho uno di quei cestini rossi col manico nero.
Non è un incubo.
Cerco qualcosa. Capisco che cerco disperatamente qualcosa.
Ma non riesco a trovarla.
Non è fra i detersivi. Né fra le scatole di tonno.
Non è nei freezer.
Eppure la pubblicità diceva: “Tutto, di tutto e di più”.
Quindi è colpa mia, forse non ho cercato con la dovuta attenzione.
Mi aggiro sempre più nervoso e tormentato.
Passo da un corridoio all’altro. Affretto il passo.
Credo di essere già passato da qui.
Anzi ne sono sicuro.
Lascio cadere il cestino.
Inizio a correre.
Vago senza riferimenti.
Fin quando non vedo qualcosa di diverso.
Dei grandi numeri colorati di rosso e giallo.
Mi avvicino.
La cassa.
Sono arrivato alla cassa.
Ce ne saranno centinaia.
Sono tutte vuote.
Tranne una.
Dove è seduta una signorina.
La raggiungo a passo svelto.
Quasi inciampo per l’emozione.
Ho il fiato corto.
La bocca secca.
Finalmente le sono di fronte.
Poggio le mani sul tappeto scorrevole della cassa e le domando:
“Un Motivo, sto cercando un Motivo…”
“Mi dispiace, non ce ne sono.”
Le Iene: "Signor Platini qual'è l'offesa più grande che le hanno fatto?"
Platini: "Una volta in un bar di Roma un uomo alto due metri guardandomi mi ha detto:
Juventino e Francese.
Il peggiore."
...basterebbe fare qualcosa invece di parlare.
Enormi dolori.
O enormi gioie.
Non percepisco le vie di mezzo.
Terribile dannazione per chi vive in un mondo mediocre.