-Tesina criminologia-
Il caso: Jeffrey Dahmer
Jeffrey Dahmer nasce il 21 Maggio 1960 a Milwaukee.
All’età di sei anni si trasferisce con la famiglia in Ohio.
Appartiene ad una famiglia borghese e benestante.
Nonostante l’agio economico e l’apparente serenità, la famiglia di Jeffrey è in crisi.
I genitori del piccolo infatti litigano violentemente, arrivando spesso alle mani.
Il padre torna a casa dal lavoro sempre ubriaco e la madre, oltre a fare abuso di alcolici, diventa schiava di antidepressivi e antidolorifici (si dice che mentre era incinta di Jeffrey riusciva a prendere fino a 26 pasticche al giorno).
Dopo la nascita del secondo figlio, la crisi coniugale si intensifica fino a sfociare nel divorzio.
Nell’arco di questa vicenda il piccolo Jeffrey subisce traumi che segnano in maniera negativa la sua fragile psiche e che sicuramente contribuiranno a farlo diventare l’uomo che sarà da lì a qualche anno.
Infatti subito dopo il divorzio segue una lunga causa legale per l’affidamento del figlio minore, che la madre di Jeffrey porta via con sé, abbandonando in casa Jeffrey solo e senza cibo. Quest’ultimo viene trovato dal padre solo due giorni dopo l’abbandono, seduto in mezzo ad un pentagramma disegnato con il gesso sul pavimento della sua cameretta. Dahmer, in stato di choc, completamente assente, aveva cercato di fare una seduta spiritica per poter parlare con i morti.
Il piccolo Jeffrey inoltre è sempre stato trascurato dai genitori. Non riceve attenzioni, non ha riferimenti.
All’età di soli otto anni Jeffrey subisce molestie e violenze sessuali da parte del vicino di casa (particolare che non dirà mai a nessuno fino al momento del processo).
Per attirare l’attenzione del padre (che è un chimico), inizia a giocare con sostanze chimiche e soprattutto con acidi. A dieci anni Jeffrey affina tecniche di decapitazione sugli animali come piccoli roditori o polli. Inoltre raccatta carcasse di animali, le smembra, le scuoia e le immerge nell’acido per pulirle. Successivamente le dipinge con vernici o lacche e ne fa monili.
All’età di tredici anni Jeffrey capisce di essere omosessuale ed un anno dopo ha il suo primo rapporto sessuale con un ragazzo del suo stesso quartiere.
Nel Giugno del 1978 all’età di 18 anni, passò dai “semplici esperimenti” agli efferati omicidi con riti di cannibalismo (la prima vittima sarà un’autostoppista conosciuto in un bar).
Per evitare di andare in carcere dopo il primo omicidio, Dahmer decide di cambiare aria arruolandosi nell’esercito. Viene destinato in una base U.S.A. in Germania. In quella zona tre persone spariranno e non si saprà più nulla di loro; ma Dahmer, dopo l'arresto, dichiarerà di non essere il responsabile della loro scomparsa. Tuttavia, l'esperienza da militare dura meno di 10 anni e viene cacciato per alcolismo e insubordinazione.
Nel 1982 abbandonato dai genitori, andò a vivere con sua nonna a West Allis, nel Wisconsin (dove consumerà altri tre omicidi).
Durante l’Agosto di quell’anno viene arrestato per atti osceni in luogo pubblico durante la fiera paesana. Nel 1986 viene accusato da due ragazzi dello stesso crimine con l’aggiunta della masturbazione in luogo pubblico.
A Settembre del 1988, gli orari strani di Jeffrey (che intanto frequentava locali gay ed era dedito all’alcool) ed il cattivo odore che i suoi esperimenti emanavano, furono troppo anche per la nonna che lo cacciò di casa.
Il 25 Settembre Jeffrey si trasferì a Milwaukee.
Il giorno dopo adescò un bambino e gli offrì soldi per posare nudo, successivamente scoppiò una lite fra i due ed il ragazzo denunciò Dahmer per molestie sessuali.
Dahmer fu arrestato e successivamente liberato in attesa di sentenza.
Nel frattempo Dahmer massacrò Anthony Sears.
La sentenza condannò Dahmer ad un anno di galera, cessata dopo 10 mesi per buona condotta.
Da quel momento in poi Dahmer riprenderà ad uccidere.
Moriranno per mano sua 17 persone anche se saranno ritrovati i resti di sole 15 vittime.
Jeffrey Dahmer morirà in galera nel 1994, ucciso da un altro ergastolano.
1. La fase dell’aurora
Per fase dell’aurora si intende quel periodo temporale in cui il futuro serial killer si immerge in una realtà immaginaria da lui costruita e percepita.
Questa fase è caratterizzata dall’emersione di disturbi della personalità. Il soggetto ha momenti di dissociazione dalla realtà, ha visioni, sente voci, parla con entità immaginarie etc.
Se il soggetto viene trovato in questa fase può essere curato. Le sole persone che possono notare questi disturbi sono i familiari e le persone più care.
La fase dell’aurora può anche durare anni e si esaurisce quando il soggetto non riesce più a scindere il mondo reale da quello immaginario.
In Jeffrey Dahmer la fase dell’aurora dura per tutta l’infanzia e l’adolescenza.
È interessante tracciare dei parallelismi tra gli elementi che segnano la vita del giovane Dahmer e quelli che saranno gli elementi preponderanti dei suoi omicidi e del suo modus operandi.
Jeffrey Dahmer è stato maltrattato da bambino sia psicologicamente che sessualmente. Ha viaggiato molto con i genitori senza poter coltivare delle amicizie o intrecciare rapporti interpersonali. È stato abbandonato dai genitori, ed allontanato anche dalla casa della nonna.
- Gli Abusi
All’età di otto anni Jeffrey Dahmer fu molestato e violentato da un vicino di casa.
È così che Jeffrey scopre la sessualità, ed è così che la consumerà anche durante la sua vita.
Una sessualità violenta, vissuta con dominazione ed all’insegna del sopruso.
È probabile che anche la sua omosessualità prenda piede in queste circostanze, ed è possibile che la scelta delle sue vittime (tutti uomini) derivi da questi episodi.
Un personalissimo modo di punire uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini.
- Assenza di fissa dimora
Jeffrey Dahmer è un soggetto isolato e senza radici.
I genitori si spostano molto e questo non permette a Jeffrey di stringere amicizie.
Anche quando Jeffrey si trasferirà dalla nonna sarà cacciato di casa.
Lui invece consumerà i suoi omicidi nella sua casa di Milwaukee.
Condurrà le sue vittime nel suo “nido” le drogherà, le costringerà a vivere con lui, nel suo ambiente. I resti delle sue vittime le conserverà in una cella frigo da lui stesso costruita oppure li manterrà sotto spirito stipandoli nell’armadio.
Non dovrà più cercare in giro quello che desidera. Avrà sempre in casa il suo mondo che fino a pochi anni prima era solo una flebile fantasia.
- L’abbandono
I genitori di Jeffrey Dahmer non hanno attenzioni per il figlio. Sono alcolizzati e violenti. Così Jeffrey si rintana in un mondo parallelo di fantasia. Dove lui è al centro dell’attenzione e dove può controllare ogni cosa. Questo elemento dominativo lo ritroveremo nel suo modus operandi. In particolare si fa riferimento alla modalità di narcotizzazione delle vittime. Con questo processo infatti il serial killer potrà abusare delle vittime senza che esse possano ribellarsi in alcun modo.
Invece gli atti di necrofilia sulle vittime possono essere riconducibili ad un episodio dell’infanzia di Dahmer. Infatti subito dopo il divorzio dei genitori Dahmer viene abbandonato in casa per due giorni senza acqua e senza cibo. Verrà ritrovato dal padre seduto a terra dentro un pentagramma disegnato col gesso, questo pentagramma secondo il piccolo aveva il potere di metterlo in contatto con i morti.
Comunicazione che ritroverà ogni volta che abuserà dei corpi privi di vita delle proprie vittime.
Per effetto emulativo nei confronti del padre Jeffrey comincia ad utilizzare acidi e sostanze chimiche. Jeffrey farà esperimenti su animali riversando su di essi tutta la crudeltà e la violenza che i genitori sprigionano durante le loro liti.
Nel suo mondo immaginario Dahmer dà libero sfogo alle proprie fantasie, la più grande delle quali è quella di uccidere una persona, violentarla e farla a pezzi.
Altra figura che affascina la mente di Dahmer è quella dell’imperatore Palpatine de Il ritorno dello jedi, comprò addirittura delle lenti a contatto gialle per poter somigliare al personaggio malvagio, e indossava le lenti mentre commetteva i suoi efferati omicidi.
La fine della fase dell’aurora di Jeffrey Dahmer coinciderà con il suo primo omicidio.
Da quel momento in poi Dahmer farà rivivere nella realtà ogni sua fantasia, travasando nel mondo tutta la sua follia.
