C'è una bambina.
Sta in fila, dietro i suoi due fratelli.
Tutti insieme non superano i 30 anni.
La bambina tiene una bambola di pezza in mano.
Ha i capelli chiari ed i vestiti vecchi.
L'uomo col cappello dice al suo collega di far star zitte le persone grandi.
Ha caldo l'uomo col cappello.
Ha caldo ma non suda.
La bambina lo guarda.
Gli sorride.
L'uomo non risponde al sorriso, e stringe la mano di suo fratello. Il primo della fila.
Il collega dell'uomo col cappello dice alla bambina di lasciare la bambola.
Ma la bambina non vuole e dice a voce bassa che la sua bambola è malata.
L'uomo col cappello fa un cenno al suo collega.
La bambole viene strappata alla sua mamma.
La mamma piange.
Oggi al campo le mamme piangono.
E provano vergogna per colpe mai commesse.
L'uomo col cappello adesso stringe la mano alla bambina bionda.
La bambina bionda tenta di liberarsi, la sua bambola sta male.
La sua bambola di pezza sta a pancia in giù, per terra. Non guarda.
Non guarda l'uomo che scrive il nome della bambina.
L'uomo che scrive i nomi dei bambini non ha caldo, però suda.
Le dita della bambina bionda sono nere adesso.
Raccoglie la sua bambola.
Adesso la bambola è sporca d'inchiostro, però è felice.
La sua mamma è tornata libera, e sta con lei.
Fatemi un favore.
Immaginate che questa bambina sia vostra figlia, sia vostra nipote o vostra sorella.