Pensieri Spettinati

Era un mondo adulto. Si sbagliava da professionisti.

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lunedì, 23 febbraio 2009

Repeat

Dedicato a quei momenti in cui si guarda indietro, ascoltando una sola canzone in modalità repeat.
Quando si sceglie di fermarsi un secondo, quando non importa il presente.
Il silenzio assoluto della mente e le dita che battono le lettere della tastiera, o il polso che ruota se si ha in mano una penna.
Un momento privato che è talmente forte da non poter restare afono.
In assenza di confidenti si sceglie un barista, un diario o un blog. La platea più improbabile.
Senza tristezza. Perchè il presente è bello, ma il passato ha un sapore irripetibile.
Lontano, intoccabile. Sbiadisce nell'oblio se non viene ricordato. Riamato.

Sono strade di una città straniera e visi sconosciuti.
Una casa da sistemare ed il pensiero per la cena.
Il tuo miglior amico che ti fa ridere con su l'accappatoio e gli occhiali da sole.
Prendere per il culo il mondo, e lasciarlo solo nella sua stupidità.
Il citofono che suona alle 4 del mattino, le nubi di fumo, dodici ore di pullman.
Svegliarsi all'ora del tea con la bocca impasticciata ed il mal di testa.
Portare le casse di birra dal magazzino al bancone.
Salutare tutti, ma proprio tutti.
Vivere in un film.

Scoprire.
Scoprire senza il bisogno di investigare.
Un offerta continua di vita nuova.
Ed adesso il vento è cambiato.
O forse è ancora peggio, dato che:
No hay viento bueno para quien no sabe adonde ir
Ed intanto sfugge via il tempo che tanto bene avevo imparato a non gettare via
nel vuoto di queste giornate bulimiche, che si vomitano sole per riflesso incondizionato.

Dedicato a me.
Solo a me.

Per quelle parole che non ho mai tenuto dentro.
E per quello che vorrei essere.
Lontano da quello che dovrei diventare.
A quelle nozioni inutili e fugaci.
Abbottonato e teso.
Fascio di nervi accavallati.
Fiato corto.
Appesantito.

I brividi rizzano le carni.
Non fa freddo, ovviamente.
Ed una cosa l'ho imparata:
Se sei nella più sperduta ed umida grotta,
ma è lì che vuoi stare,
allora non avrai mai freddo.

Ripetendomi rassicuranti sogni probabili.
Ascoltando la stessa canzone.
Complicando la naturale semplicità delle cose.
Facendo entrare la società dentro di me, quando dovrebbe essere il contrario.
Schiavo di un autoritarismo leggero e spietato.

Ripetendomi che mi è bastato poco.
Basta pochissimo,
fin quando suona sempre la stessa canzone.
postato da: SiMoNeZ84 alle ore 03:38 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    24 Marzo 2009 - 02:07
 
Non importa quanto lontano sei,non importa quali e quanti passi muovi.
L'importante è la direzione in cui li muovi...che sia giusta o sbagliata,lo sapremo solo poi.Quando il passato avrà modificato il presente,ma non la personale essenza che si cela dietro le parole.
Non importa quanto lontano sia,non importa la direzione in cui mi muovo...conta che per un attimo è stato come ritrovarci davanti ad un piatto di gnocchi,in un'improbabile tugurio adibito ad abitazione,e all'ombra di Trastevere.Quando ieri è come se fosse oggi.
Potenza cerebrale che non siamo altro!
Ciao Palermo...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente franka

#2    19 Giugno 2009 - 00:48
 
continua a scrivere ti prego...ne ho bisogno :)
utente anonimo

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